Lo scenario del Conte del Millennio è iniziato: in tutto il mondo gli Esorcisti lottano per combattere gli Akuma.
Gli Esorcisti sono persone possedute da Dio, essi esistono al fine di consegnare all'oblio le sinistre creature che emergono dall'oscurità; ognuno di loro è compatibile a un frammento di un materiale divino chiamato Innocence col quale sconfigge le armi del Conte.
Il malvagio e la sua famiglia sono diretti discendenti di Noè, il loro scopo è purificare la Terra da tutta l'umanità: per realizzare questo scopo utilizzano la sofferenza delle persone e materia oscura che servono per creare dei malvagi demoni al loro servizio.
Degli uomini di Chiesa si sono riuniti in una grande organizzazione, l'ordine oscuro, per ostacolare il piano del malvagio Conte.
MONGOLIA 23/12/1887
La neve scende veloce sulle fredde steppe mongole, l'acqua di un fine ruscello attraversa il primo strato di neve che copre la deserta terra. Circondato da piccoli arbusti un laghetto spicca fra la coltre nevosa. Un uomo osserva l'acqua che brilla di una viva luminescenza.
Solo un Nero mantello a contrasto con il candido bianco che inebria il paesaggio, dandogli un inviolabile senso quasi fatato. Nere iridi rivolte al centro dell'argenteo lago, quasi potessero vedere oltre quell'acqua che, nonostante il rigido clima, sembra poter rimanere al suo stadio di natura. Un fenomeno innaturale, un qualcosa di insolito, di appena percettibile . Senza esitazione, comincia la lenta ricerca dell'Esorcista. D'un tratto dal Nero mantello un braccio si distende, parallelo al terreno e la mano lo imita: una nera catena nasce, cresce dal palmo dell'uomo e con un candido "tonf" si posa sul terreno coperto dal manto innevato, allungandosi per una decina di metri.
Rapido movimento della mancina, quasi una incitazione alla catena stessa, gli occhi ancora puntati sul lago...E la catena risponde ai comandi, scagliandosi sul fondo, in cerca di qualcosa, qualcosa che solo l'Esorcista sà esservi.
Al manifestarsi dell'arma la luce del lago risplende ancor più vivida, le acque turbinano intorno al centro. Sulle rive la neve si scioglie e candidi fiori fanno capolino dal ghiaccio, i secchi cespugli fioriscono e verde erba fa la sua comparsa lungo le rive.
Le iridi dell'uomo ancora non si muovono mentre la chioma a tratti bianca e a tratti bionda ondeggia ritmicamente al vento, la mano si muove rapidamente dando piccoli colpi alla base della catena, così che sott'acqua ella si pssa muovere in risposta.
D'un tratto le pallide gote di Aka s'increspano e il sorriso si dilata sulle labbra...Ancora una volta fa scattare la mano sinistra e la catena stavolta fuoriesce dal lago, quasi fosse un tentacolo..Avvolto tra le nere cinghie eccolo: lucente e incantato...L'Innocence.
La divina materia è ora domata fra le catene dell'esorcista, la natura torna al suo stato originario e il silenzio della steppa torna a regnare. Improvviso uno squillo rompe la pace. Una strana creatura delle dimenzioni di un pallone, prima ignota alla scena, fà ora il suo ingresso, accompagnata da un "drinn" continuo. Le piccole alette mosse ad una velocità straordinaria riescono a malapena a farla rimanere ad un'altezza costante, prima di posarsi, per quanto possible, delicatamente sul suo padrone.
<< Pronto Aka? sono Timothy dalla sede centrale, c'è un importante incarico devi recarti in Olanda, ci incontreremo all'Aia, lì ti spiegherò i dettagli il tempo corre, affrettati a raggiungermi>>
<< Ho recuperato l'Innocence; sarò in Olanda il prima possibile, credo di poterla raggiungere in due settimane non tornando alla base a depositare l'Innocence.>>
Ora ruotando il collo verso lo strano artefatto vivente muove la testa in cenno di assenso al Golem
<<ottimo lavoro Lay, però dovremo aspettare ancora per tornare alla "Home"..Abbiamo un'altra missione.>>
Lenta e calorosa la giovane voce fuoriesce assieme alla condensa dalle labbra dell'Esorcista, mentre con un cenno della mano ritira la nera catena fino ad arrivare al frammento di cristallo che tiene stretta. Lo afferra con la mano destra per poi posarlo in una tasca interna della toga. I suoi passi tornano a muovere la neve, paralleli a quelli, ormai quasi di nuovo coperti, che aveva lasciato arrivando sulla sponda del lago.
L’AIA-OLANDA 22/01/1888
Nel bar in cui i due membri dell'ordine si sono dati appuntamento nessuno. Solo il propetario dietro il bancone asciuga alcuni bicchieri. Il ricercatore è già seduto al tavolo in attesa
Il giovane è palesemente impaziente.
Seduto al tavolo Timothy fa ruotare una moneta su se stessa nell'attesa che l'esorcista con cui ha appuntamento arrivi. Nella speranza di passare meglio il tempo chiede al barista un bicchiere d'acqua; poi torna con l'attenzione al suo doblone guardando di tanto in tanto la porta sperando di vederla aprirsi.
Finalmente si apre, con un lento cigolio che segue anche il suo richiudersi. Poca luce filtra per poi scomparire e assieme ad essa un Mantello Nero. L’esorcista dai biondi e bianchi capelli rimane sulla soglia del locale per qualche secondo, per poi annuire silenziosamente rivolto all'unico altro individuo all'infuori del barista.
<<sono arrivato il prima possibile, Capo Ricerca Timothy.>>
Lento lo sguardo nell'osservare il luogo, poi il propetario, per poi tornare al suo interlocutore.
<< Il luogo è sicuro?>>
Ora muove passi verso di lui ed una volta vicino afferma con voce più bassa, ma sempre in tono calmo e accogliente:
<< La ascolto.>>
<< Ben arrivato!>>
il ricercatore si rivolge sorridente all'esorcista, con la mano destra ferma la moneta
<<vieni siediti, degli strani fenomeni probabilmente riguardanti l'innocence si sono verificati qui vicino, voglio spiegarti tutto nel dettaglio>>
Con un gesto della mano il ragazzo indica la seduta dall'altra parte del tavolo per invitare l'amico a sedersi. Un'altro solenne cenndo d'assenso accompagna il muovere e il poi sedersi dell’esorcista. I chiari occhi sempre ricambiano lo sguardo dell'amico, forse un pò stanchi per il lungo viaggio, ma caldi, come la voce.
<<non capisco però perchè venire di persona qui. Non poteva mandare dei Finder?>>
Domanda incerta la sua, un pò preoccupato di conoscere già la risposta; la mancina si posa delicatamente sui capelli per spostarli dalla fronte.
<< Purtroppo la questione è più delicata di quel che sembra. Attualmente l'unico segnale della presenza di materia divina è un mulino le cui pale girano indipendentemente dal vento. Numerosi altri fenomeni di vario genere si sono manifestati nel mese trascorso.
Molti akuma stanno raggiungendo il mulino: sembra che anche i nostri nemici abbiano ricevuto questa informazione. Data la varietà dei fenomeni abbiamo dei forti sospetti che questo innocence sia il tanto ricercato cuore, per questo non potevamo mandare dei semplici finder!>>
L'espressione del giovane ascoltatore si fà sempre più cupa nell'ascoltare le informazioni raccolte dal Capo Ricerca: è proprio come temeva, l'Innocence poteva davvero essere il cuore.
<<dobbiamo muoverci, se è così non abbiamo molto tempo per recuperare il Frammento Guida.>>
Ancora una volta dalle labbra fuoriesce una voce stranamente in contrasto con l'espressione corrucciata dell'Esorcista, voce calma e tranquilla.
<<temo che per un avvenimento del genere vi possa essere anche qualche membro della Famiglia Noah, se non peggio..andiamo, mi racconterai tutto lungo la strada.>>
Al concludere della frase Aka si alza in piedi, ma attende la risposta del suo interlocutore. Alzandosi a sua volta Tim risponde
<<certo dobbiamo essere veloci, non possiamo aspettare oltre!>>
Detto questo apre la strada verso l'uscita, arriva alla porta, la apre e aspetta che l'esorcista lo preceda. Non vuole perdere tempo, il mulino va raggiunto entro breve.
UN GRUPPO DI MULINI NEI PRESSI DELL’AIA 22/01/1888
Le pale del mulino come ormai da molto tempo girano nel senso opposto a quello dettato dal vento, il giovane Docrates carica i sacchi di farina su un carretto. Un improvviso alito di vento sposta la sua attenzione sulla pianura circostante. Osserva i fiori non ancora sbocciati che ricoprono i campi d'intorno.
Rocce regolari circondano il ragazzo, il mulino un pò in rovina da un’aria triste al luogo. Lui lavora con i suoi compagni: caricano sacchi sul carretto passandoseli l’un l’altro, formando una catena umana. Lui è l'ultimo della fila, un vecchio porterà via il carico col suomulo che sarà stato attaccato al carretto.
Le giornate di Docrates sono da un po’ di tempo noiose e monotone e lui sogna un futuro migliore.
I capelli svolazzano al vento, neri come le notte come i suoi vestiti: una tetra tunica e un paio di stivaloni. La luna illumina il suo faticoso lavoro e fa notare al ragazzo la sporcizia che ha addosso.
Nell'olandese baleno sovrastante il mulino compare una piccola macchia bianca. Punto che va via via ingigantendosi fino a prendere le fattezze di un curioso individuo abbondantemente sovrappeso. Man mano che egli si approssima al suolo una tetra nenia si diffonde per l'aria
<<millennio stà cercando, stà cercando un cuor>>
Voce che esce gracchiante e cupa allo stesso tempo
<<cerca un cuor prezioso, chissà dove è?!>>
Mano sinistra ben salda attorno al manico di un ombrello rosa, quasi come il suo fluttutare dipendesse da esso. Le gialle iridi dietro le lenti fisse sulle pale del mulino.
<<questo non era buono, ora tocca a te!>>
Delicatamente atterra, in testa un lungo cilindro nero su cui è stata applicata una coccarda per l'occasione. Con gesti flemmatici richiude l'ombrello; andando a poggiare la punta, una zucca di Halloween, per terra a guisa di sostegno. Il volto sorridente
A pochi metri dall'oscuro personaggio il terreno sembra sussultare, lentamente i fili d'erba s'increspano e si piegano, quasi fossero onde nell'acqua, con calma il movimento si fa più regolare e, al centro dello strano fenomeno, una figura sembra spuntare dai flutti verdi. A prima vista si nota un oggetto, una tela da pittore col retro consumato, un quadro che attende di essere completato da anni, dietro s'intravede una persona: basco alla francese, camicia bianca sgualcita il cui collo è chiuso da un fiocco nero e pantaloni in velluto nero.
Una volta liberatosi completamente dalla prigionia del terreno, l'uomo, con la voce melliflua e suadente del più subdolo dei traditori di un reame afferma:
<<sono arrivato padrone, ha qualche compito interessante da affidarmi?>>
Calmo prosegue il lavoro di docrates, il vecchio arriva e lo saluta vivacemente, docrates ricambia, asciudandosi il sudore con la manica della. Aiuta l’uomo a prende il mulo e ad attaccarlo al carretto poi gli da una pacca sul sedere e si siede su una balla di fieno: è stanco per il lavoro appena terminato, ripensa al suo paese. La sua espressione lo palesa perso nei pensieri e deluso da ciò che sta vivendo. Un amico gli porge una bottiglia, e lui senza osservarne il contenuto ingoia; si sente più caldo e tranquillo. Continua a osservare la luna assorto nei suoi pensieri
Osservando la scena il malvagio Conte inclina il capo verso destra appoggiando l'appuntito orecchio sulla rispettiva spalla:
<<hi! Ben arrivato mio prezioso pittore!>>
Una luce accende le iridi:
<< Temo che purtroppo dovrai dilettarti ancora nella tua pittura!>>
Occhi che ora emanano crudeltà, quello che prima ricordava un bonario sorriso sembra ora un deliziato ghigno carico di sadismo.
<<quegli inutili insetti non meritano le tue energie. Basteranno loro…>>
Sguardo che ora si sposta sul cielo vuoto...una sfera...un'altra...un'altra ancora...akuma che, a dozzine, rispondono alla chiamata del loro creatore. Senza guardarlo torna quindi a rivolgersi al pittore.
<<tu mi servi per il cuore...>>
Un ghigno soddisfatto e allo stesso tempo infantile si forma sul viso di Kilian, le uniche parole che risuonano nella sua mente e che fuoriescono dalle sue labbra come risposta sono:
<<come desidera signore.>>
Immediatamente l'uomo si china sulla sua tela e con meticolosità, precisione e velocità fa scorrere il pennello. Sul fronte del dipinto s'inizia a comporre tutto ciò che si trova nel paesaggio dinanzi, poi, dopo qualche tocco, l'immagine subisce delle variazioni e compaiono intorno agli uomini ignari una serie di figure, prima indistinte poi sempre più chiare nella loro follia: gruppi di esseri mostruosi,informi, con arti contorti che si muovono seguendo una logica folle, occhi che vagano all'interno dei corpi senza espressione, senza umanità alcuna.
Soddisfatto il pittore si volge al suo padrone:
<< Mi sono concesso qualche divertimento...con permesso>>
Pochi istanti, il pennello scorre lungo la tela e man mano che il dipinto si forma le persone vicine cominciano a gridare, in preda al panico e al dolore che quasi sicuramente le porterà alla morte. Dinanzi a questo schermo di disperazione due individui si ergono, l'aria soddisfatta in entrambi.
Il vento soffia lungo la piana, l'erba si piega dolcemente al suo passaggio; il passo svelto, il mantello dietro che carezza il suolo eppure l'Esorcista non affanna nella corsa. Rapido scorre con lo sguardo i mulini che passano, in cerca di uno stranezza, di un fenomeno unico…dell'Innocence.
La mano destra scosta i biondi capelli dagli occhi, iridi che scrutano le pale del mulino a poca distanza da loro. Il rumore delle pale è inesistente nel ruotare nella direzione opposta al vento, lentamente, quasi come incantate.
<<un Akuma? Non posso esserne certo...>>
Questa la condizione d'esistenza di ogni Esorcista, vivere con la costante inquietudine che ogni persona può essere un nemico..un Akuma. Altre voci seguono la corsa del ragazzo, non c'è tempo da perdere.
Giusto il tempo di realizzare quello che sta succedendo nei dintorni e la mano del ricercatore trova subito alloggio nella tasca del chiaro camice in cui il ragazzo è avvolto. Cercando nervosamente le dita trovano la piccola pulsantiera, il dito pollice preme il grosso bottone centrale. Tim sa che è il momento per lui di iniziare a combattere, ci sono persone da aiutare e Gigabost è quel che serve per essere di vero aiuto.
<<non stiamo con le mani in mano, il Conte ha già liberato i suoi sporchi demoni, è il momento per noi uomini di Dio di entrare in azione!>>
Docrates vede strane creature attorno a se, volti impauriti e gente che si accascia a terra dal dolore. Non sa cosa fare. La luna illumina quegli attimi tremendi, fino a quando il suo istinto vince la follia, comincia a scappare verso un mulino lontano, un posto sicuro all'apparenza, l'erba fragile che arriva fino alle sue ginocchia si spezza al passaggio rapido dell'uomo.Due uomini sono notati dal ragazzo, alleati o nemici? La paura dell'uomo supera la sua curiosità e tremante rimane fermo a osservare la scena.
Il Conte deliziato contempla il paesaggio di distruzione che gli si prospetta innanzi, le pedine stanno lentamente disponendosi sulla scacchiera, mancavano solo loro...quei maledetti insetti in impermiabile! Impaziente torna quindi a guardare il suo piccolo akuma.
<<ehi pittore! Tocca a te, andiamo!>>
Al culmine della gioia inizia a saltellare verso l'enorme mulino. Voce che gracchiante intona il ritmo della nenia cantata in precedenza. L'ombrello Rosa, sobbalzando contro la giacca, sembra non gradire tale trattamento.
Kilian profondamente soddisfatto dalla prospettiva di poter affrontare una sfida degna delle sue capacità dedica un ghigno allo scenario che gli si offre, poi, osservando per un attimo la sua tela esclama:
<< Dannazione non ho ancora trovato un titolo degno..."un pranzetto felice" banale..ma non ho tempo di ragionarci…>>
Dopodiché con trepidazione si unisce mormorando alla cantilena del suo padrone, si alza fluttuando e segue fedele i suoi passi.
Le fazioni sono ora schierate, l'aria è pregna della volontà di lottare, del terrore e dell'adrenalina.
Dei passi distolgono lo sguardo dell’esorcista che rapido si volta per osservare il ragazzo che a gran passo gli si dirige contro. Corre verso la porta e aprendola sussurra:
<<vieni, svelto entra, sarai più al sicuro..>>
La solita voce calda e apparentemente tranquilla si rivolge al giovane, sente che non può lasciare quel ragazzo indifeso. Docrates non può far altro che fidarsi. Appena il ragazzo entra Aka richiude la porta dietro sé.
Come sente i macchinosi passi Timothy osserva dietro di se l'arrivo del suo amato robot, Gigabost cala le sue scalette di ingresso, il ricercatore le afferra e fa il suo ingresso nella macchina. Si prepara all'attacco inserendo le funzionalità di Gigabost. Fra i mille bottoni e le colorate lucine le mani del ricercatore si muovono veloci preparando la macchina per difendere i poveri contadini ignari di quello che realmente sta succedendo. Gli specchi della macchina si accendono, fasci di luce circondano il robot e si vanno a incrociare formando una semisfera attorno ai popolani impauriti. Tim è ora schierato in difesa pronto a ricevere gli attacchi delle immonde creature del conte.
A grandi balzi il malvagio costruttore colma la distanza che lo separa dal tanto agognato mulino: Solitario, un'antioraria macchia controcorrente in quell'omogeneo quadro di rotazioni orarie...innocence...un altro inutile frammento...o Finalmente lui...
<<piccolo esorcista?>>
Voce melodiosa, cantilenante, come un gatto che gioca con un piccolo topo Coraggio,
<<esci fuori...>>
Un clangore, l'Immane robot attira l'attenzione altrove...Occhi ridotti a fessure.
<< Più akuma... >>
sussurra serpentinamente.
<< E tu cosa fai ancora con quelli stracci addosso?!>>
Ora il tono per il suo pittore è autoritario
<<coraggio, esci fuori e occupati di questo mulino...alla ferraglia ci penseranno gli altri.>>
Sorriso che è ora carico di cinico sadismo...
Il cielo torna a costellarsi di sfere grigie, derelitti volti sfigurati dal dolore e dalla sofferenza accorrono obbedienti alla chiamata del loro costruttore, pronti a fare ciò per cui sono stati costruiti, ciò per cui sono morti.
Nuovi akuma che vanno ad aggiungersi a quelli che già stavano arrecando afflizione ai poveri contadini, il nuovo obiettivo è il ricercatore!
Il viso del pittore si svuota della soddisfazione precedente, l'ordine ricevuto dal proprio padrone risuona nella sua mente con un eco continuo, “esci fuori” da tanto aspettava l'occasione di potersi mostrare, di poter esprimere il proprio valore di fronte al suo padrone affrontando nemici degni di questo nome. Lo sguardo muta in un'espressione folle, un'espressione che ha ben poco di umano come desidera, conte queste le uniche parole pronunciate, la voce si è deformata, se prima era una voce delicata e suadente adesso è rude e gravosa. La testa di Kilian scatta all'indietro con un movimento secco, innaturale, la camicia fino a qualche attimo prima bianca, inizia a chiazzarsi dell'inconfondibile colore del sangue, il corpo cade in ginocchio, inerme, lentamente, sull'ormai vermiglio contorno dell'abito si intravedono delle sagome che ricordano delle mani, mani grandi e dotate di artigli come quelle delle più pericolose fiere. Poi uno strappo, la camicia si lacera come la carne che la abitava e i nuovi enormi arti, ormai completamente fuoriusciti mostrano un colorito violaceo; immediatamente dopo, questi, vengono seguiti da delle corna, saldamente attaccate a una testa, sul cui volto bendato, si riesce chiaramente a vedere la furia omicida che lo pervade.
Il torace del corpo che ha generato questa mostruosità è ormai completamente divaricato, sembra cercare con un ultimo spasmo di resistere a quell'orrendo parto ma dopo pochi attimi cede, distruggendosi completamente e rivelando il corpo dell'essere, sul cui dorso sono impiantate delle ali demoniache Dagli ultimi brandelli ormai riversi sul terreno, spuntano le gambe che posano su zoccoli mostruosamente grandi
<<sono pronto!>>
esclama.
<<bene, era l'ora!>>
Non il minimo sentimento trapela dalle parole proferite dal Conte alla propria creatura, solo una secca constatazione...quasi scocciata.
Improvvisamente le pale del mulino si fermano, cambiano direzione. Aka ha notato il frammento posizionato fra le grosse macine e l’ha recuperato.
<<ma che bravi bambini!>>
Voce che è ora colma di gioia, gongolante per l'accaduto
<<hanno recuperato il cuore per me>>
Sorriso ancor più accentuato...è un attimo, le iridi cambiano dietro le spesse lenti...voce che torna a rivolgersi al demone cupa, atona, priva di emozioni:
<<vai a prenderlo!>>
L’akuma è felice come un bambino che ha ricevuto un premio dai propri genitori, perchè questo è per lui l'ordine di attaccare. Kilian si esprime in quello che dovrebbe essere un sorriso ma che, sotto queste vesti, si mostra come un ringhio sommesso. Poi in un attimo, dispiega le sue ali e si libra in volo a una decina di metri dalle pale del mulino:
<<mio signore, farò più in fretta possibile>>
sussurra sogghignando, le sue mani si sollevano all'altezza delle spalle, le braccia distese come frecce pronte a essere scoccate, una flebile e impercettibile luce si intravede dai suoi artigli mentre prepara il suo attacco.
L’esorcista, sentendo le parole del conte, capisce quello che sta succedeno fuori dal mulino:
<< Non ho il tempo di spiegarti, ma vorrei che restassi qua dentro.>>
Si rivolge al ragazzo con questa sorta di gentile richiesta, anche se l'accenno è quasi più un ordine. Lo sguardo va dalla sua tasca al giovane, dal giovane alla porta.
Con la mano destra sbottona l'unico fermo che teneva il mantello attorno a sé per esser libero di agire, la Nera uniforme adornata d'argento si rivela.
Conscio di ciò che lo attende spinge la porta, rientrando nella candida luce lunare, l'aria calma.
La richiude dietro sé.
Due sono le figure che nota per prime: uno forse più largo che alto, con un antiestetico cappello, un enorme ghigno malefico stampato in viso, e occhietti minuscoli nascosti sotto gli occhiali altrettanto piccoli. L'altro più alto, ha fattezze disumane, zoccoli e corna, eppure busto umano..quasi un satiro leggendario ma maligno. A far da sfondo uno stuolo di Akuma di primo livello che dà battaglia al familiare robot di Timothy.
<<ma bene..Accerchiarvi direi che è da escludere.>>
Il timbro risulta ancora calmo e quasi pacato, ora attende.
Docrates ancora pervaso dallo spavento segue gli ordini del personaggio, capisce che è un eroe qualcuno pronto a sacrificarsi per lui, sta combattendo contro quegli inquietanti demoni, coraggioso e impavido, un esempio da seguire. Comincia ad ammirarlo quella si che è una vita da sogno,un sogno irrealizzabile. Si affaccia ad una piccola finestrella del mulino, non vuol perdersi nemmeno un secondo di quello che succederà al suo salvatore.
Ora il malvagio Noah osserva divertito il povero, indifeso, umano uscire dal mulino
<<un piccolo esorcista uscì dal nascondiglio>>
Voce cantilenate, insopportabile...come una filastrocca per bambini
<<ma fuori trovò il Conte che gli diede un bel consiglio!>>
Pausa, volto sorridente, della più buona e gentile delle persone
<<ma che bravo mi hai portato il cuore! >>
Un maestro dell'asilo che si rivolge in tono stupido ad un bambino.
<<ora fai il bravo e vedrai che non soffrirai troppo>>
Glaciale, all'akuma:
<< Uccidilo, portami l'Innocence!>>
Volta quindi le spalle ai due per andare ad osservare i piccoli akuma intorno al grande robot
<
>
Estasiato...il volto maschera di esaltazione...sadica gioia...
Lo sguardo attento e rabbioso di Kilian si posa sul mulino, un esempio di quanto quei piccoli e inutili insetti chiamati uomini si prodighino per riuscire a sopravvivere e fare di questo mondo la loro casa ideale, sfruttandolo come se fosse una prostituta che esegue qualsiasi ordine gli venga dato da un ricco cliente.
Il disprezzo per la specie di cui un tempo faceva parte sopprime anche la più piccola possibilità che l'espressione nello sguardo del demone possa mutarsi in pena, posto che, se solo lo fosse, si tratterebbe di una crudeltà verso coloro che incapaci di opporsi spererebbero in quell'unica possibilità di salvezza.
Poi d'improvviso, nell'istante in cui le braccia dell'essere si abbassano, portando con loro le sottilissime armi legate alle rispettive dita: le sue braccia si prodigano per scatenare la distruzione.
<<:Innocence, Luce nella Notte...Faro nell’Oscurità..Mostrati!>>
Leggero flettersi delle ginocchia, per poi spiccare un salto all’indietro, in una giravolta su se stesso…Luce che si propaga inghiotte l’esorcista. Quattro nere catene fanno il loro ingresso, come d’incanto mentre, con agilità, Aka atterra su di una pala in ascesa del mulino.
Il braccio destro muovendosi disegna invisibili cerchi, due catene che da esso principiano seguono le sue movenze, bene intenzionate a parare i sottili ma mortali colpi scagliati dall’Akuma.
Mano sinistra ferma, ma altre due Catene scattano in avanti da essa, in cerca dei colpi che potrebbero finire contro il mulino.
Gli occhi stanchi di Docrates non credono a ciò che vedono tramite quell'angusta finestra, troppo piccola e oscurata da sbarre di metallo. Per veder meglio il contadino apre la porta : l'esorcista si destreggia tra i colpi dell'akuma, distingue i due solo in pochi momenti. La paura riempie il cuore del ragazzo, non sa cosa fare cerca di non farsi notare.
Il pittore è ora ricolmo di una rabbia profonda, di fronte a lui, un esorcista, un misero essere umano che ha avuto lo squallido compito di combattere quelli della sua specie, un’offesa alla giusta causa dei suoi padroni, che desiderano null'altro di avere ciò che gli spetta di diritto e che Dio ha loro negato.
L'unico desiderio di Kilian al momento è quello di fare a pezzi quel maledetto piccolo scarafaggio che gli si para davanti:
<<come osi interrompermi? Come ti permetti!? Non puoi impedirmi di svolgere il mio compito! Fammi un favore e fanne uno a te stesso: lasciati uccidere, ti prometto che non soffrirai>>
Detto ciò l’akuma prepara nuovamente le sue lame, un rapido movimento delle sue mani, seguito immediatamente dalle letali armi.
Nel frattempo la pala del mulino arriva all’apice della sua altezza per poi riprendere a scendere, Aka ancora sospeso sopra si sposta con un lieve balzo lungo l’oggetto. Ancora una volta le braccia del Supremo Inquisitore si muovono, altri invisibili cerchi vengono disegnati in quella che sembra una danza.
<<mi dispiace per te, ma non avrai questa soddisfazione..Venite a me, Catene di luce…donate la vostra protezione…ORA!! SPIRAL OF CHAINS!!!>>
Altre catene nere come la notte partono da Aka, intrecciandosi con le gemelle a formare una rete finissima dalla forma semisferica: rapide sfrecciano l’una vicinissima all’altra, mostrando all’avversario le innumerevoli punte affilate pronte a bloccare l’ennesimo.
Aka interrompe l’efficace difesa che gli ha dato il tempo di pensare ad un modo per distrarre l’Akuma dal mulino. Velocemente richiama a se le catene, e con un lungo balzo atterra a una decina di metri dalle pale, ora l’avversario si trova tra lui e il mulino.
<<sei pronto? Perché non sarò più così gentile da difendermi solamente… Detto questo, occhi fissi sul suo bersaglio fluttuante nell’aria, spalanca le braccia, quasi formando una croce col corpo, le gambe leggermente divaricate, i palmi aperti
<<nere catene, inondatevi della Dorata Luce…Preparati a soccombere…CHAIN LIGHTING!!!>>
Così sette Catene, inebriate della fortissima carica elettrica, partono alla ricerca dell’Akuma
Kilian segue il movimento del suo avversario durante il suo balzo, lo osserva mentre, sprezzante, prepara il suo attacco contro di lui, l'ennesima offesa che stavolta viene pronunciata anche dalle labbra di questo inutile insetto oltre che dalle sue poco valide azioni. Mentre i suoi occhi sono occupati a osservare il suo avversario le sue mani si muovono velocemente: all'inizio si dispongono parallele, in aria come se stessero sollevando qualcosa, in un attimo una tela da pittore, la stessa che portavano le sue spoglie umane, si genera in mezzo a queste, poi la destra si sposta di lato e fra le sue dita che, nonostante l'aspetto mostruoso, conservano la grazia di un artista, si materializza un pennello.
Pochi rapidi movimenti sulla tela, con una calma innaturale, mentre le catene dell'avversario si avvicinano a colpirlo, il viso si solleva e un sorriso cinico si forma sulle sue labbra. In un attimo dal punto in cui si trova fuoriescono altri quindici demoni, in tutto e per tutto uguali all'akuma che li ha generati. In un attimo si spostano volando a vari metri di distanza muovendosi lungo una circonferenza.
<<questa nuova opera si chiama:indovina dove sono piccolo esorcista>>
esclamano 15 voci contemporaneamente.
Le catene ormai direzionate vanno dove si trovava il bersaglio originario. A causa della comparsa delle illusioni non tutte le catene riescono a centrare il vero bersaglio: solo due o in pieno petto.
L’Akuma spostandosi fra le illusioni da lui create, che adesso si muovono in maniera caotica, si sofferma a osservare il mulino: “perchè l'esorcista si è allontanato da quel posto? È un edificio piuttosto grande e, nonostante per un akuma come lui distruggere un posto come quello sia meno di un attimo, potrebbe offrire un riparo, almeno nei confronti di un singolo attacco”. L'unico pensiero presente nella sua mente che possa giustificare un comportamento simile è che l'esorcista voglia spostare la sua attenzione da lì.
<<vediamo un po'...titolo:cosa c'è lì dentro di tanto importante?>>
Detto questo la sua mano sinistra si solleva, un bagliore violastro si forma sui suoi artigli. Un sorriso sottile, poi, con uno scatto, la sua mano si abbassa a scagliare le ennesime lame.
<<no!>>
Stavolta gli occhi esprimono tutto tranne che sicurezza, le pupille spalancate…l’istinto omicida che guida ogni akuma è prevalso nonostante avesse tentato di distrarlo. Rapido Aka si scaglia verso il mulino nel disperato tentativo di fermare l’attacco. Stavolta è troppo distante dal mulino e, conscio di ciò, scaglia le sue sette Catene indietro per poi rifondarle avanti in modo che raggiungano almeno una parte del mulino..
L'attacco dell'akuma è rapido. Le numerose copie del demone in movimento confondono la vista dell'esorcista che non è abbastanza rapido per scongiurare l'attacco. Le malvagie lame raggiungono l'edificio. Le tegole crollano una dietro l'altra, le pareti si screpolano e cadono verso l'interno dell'edificio. Le grandi pale si staccano e dopo un breve giro rovinano al suolo. Ben poco dell'edificio resta in piedi.
Aka ritrae rapide le catene palmi facendole scomparire. Occhi dilatati in un misto di rabbia e disperazione scrutano ora le macerie restanti del mulino, sotto di esse il giovane..Chissà se si è salvato? Chissà sotto quale maceria si trova?.
Una veloce corsa per raggiungere il luogo e subito comincia a spostare con le proprie mani i cumuli polverosi, dimenticandosi della situazione, dell'Akuma, del Conte. Adesso per lui c’è soltanto la vita di quel ragazzo. Ecco una forma umana sotto una parete di muro crollata e troncata a metà.
<<.Ehi!! Puoi sentirmi? Ora ti tiro fuori di lì!!>>
Voce rotta dal respiro affannato, mani che afferrano il muro e lo sollevano, per poi scagliarlo appena più indietro del giovane.
Gli occhi bendati dell'akuma sono perfettamente in grado di compiacersi del risultato della propria crudeltà, tutti i suoi doppioni si dispongono adesso in fila accanto a lui a braccia incrociate, come spettatori di una macabra commedia. I resti distrutti del mulino sono sparsi sul terreno, la spavalderia dell'esorcista è scomparsa e alla sola vista della sua disperata corsa alla ricerca di qualcuno o qualcosa fra le macerie i quindici demoni si esprimono in una risata all'unisono
<<che speranze credete di avere voi piccoli mortali se vi attaccate così tanto alle cose? Perchè provare compassione? Perchè provare pena? In ogni caso bel tentativo, potrei dedicarci un quadro!>>
Adesso che l'esorcista ha liberato un corpo da sotto una parete ogni cosa è chiara, un misero banale contadino, è questo il motivo di tanti sforzi, salvare un solo piccolo uomo che ormai non ha molte speranze di sopravvivere. Con un sorriso violento i quindici macabri pittori si dedicano alla rappresentazione della scena.
L’esorcista passa dolcemente un braccio dietro la testa del giovane, polverosa e con due ferite lungo la fronte e il mento, l'altro lo posiziona sotto l'addome, per poi sollevarlo più delicatamente possibile. Lo sguardo è fisso sugli occhi chiusi del ragazzo, intenso, come se attraverso le palprebe potesse vederli; sguardo che poi si distoglie, passando al resto del corpo. con la mano dietro al collo del giovane riesce a sentire il sottile battito quasi assente.
<<e' vivo!>>
La voce grave ma la calma sembra esser riaffiorata, un piccolo accenno di sorriso va ad increspare le labbra. Poi l'espressione cambia, il collo ruota di 90 gradi, a cercare con lo sguardo l'akuma,
<<tshk..Mi fai pena perchè non capisci...Perchè non puoi conoscere l'Amore.>>
Il ragazzo incerto di quello che sta succedendo apre appena gli occhi per distinguere una strana figura. Che sia un sogno? Il corpo è insensibile e i polmoni doloranti, tossisce regolarmente e qualche volta del sangue fuoriesce dalla sua bocca. Sente che sta per morire non ce la fa a resistere l'unica speranza e che l'uomo dagli argentei capelli lo salvi: dolore, dolore e niente respiro.
<<guardatevi...Sei tu che non capisci esorcista, l'amore di cui parli è solo debolezza, è commovente vedervi così speranzosi ma è una legge naturale quella di cui parlo:affinché i più forti vivano i più deboli devono morire...ed è ciò che succederà fra poco se ti ostinerai ancora a proteggere quel miserabile piccolo uomo>>
Detto ciò Kilian prepara nuovamente il suo attacco, i quindici mostri si allargano danzando, circondano il nemico e, contemporaneamente, sollevano i propri arti con grazia:
<<e’ la fine!>>
pronunciate queste parole i demoni affondano insieme i propri artigli nell'aria, in quello stesso momento cinque lame si dirigono violente contro i due uomini.
L'amore dell'esorcista è la sua forza, l'innocence reagisce senza che la volontà dell'uomo lo imponga, ma è tardi per scampare a tutti i colpi dell'akuma. Le lame cadono violentemente sul corpo di Aka. L'uomo ne soffre ma non molla la presa. Il contadino non viene nemmeno sfiorato dalle armi del demone.
Uno dei colpi dell'akuma sfiora il viso dell'esorcista lasciando un lieve taglio da cui sgorga una goccia di rosso sangue che tinge le candide gote, proseguendo la sua corsa la lama corre lungo il fianco passando per una tasca: la taglia facendone cadere due spendenti oggetti, due frammenti di Innocence!
Il frammento da poco recuperato rotola fino a toccare i piedi di qualcuno che nel frattempo era sceso ad osservare la scena da vicino.
<<cerca un cuor prezioso...>>
Gli avidi gialli occhi fissi sull'oggetto del desiderio...tanto a lungo cercato, tanto a lungo temuto, tanto a lungo braccato...finalmente era là ai suoi piedi: IL CUORE!
Lentamente il paffuto conte si china per raccogliere il prezioso frammento, il ghigno che si amplifica e si distorce...Crudele, Sadico, Folle. La mano destra accentua la presa sul manico di Lero, mentre la sinistra si chiude inesorabile su quel piccolo, inestimabile cuore.
<< ...ORA TOCCA A TE!>>
Lo sguardo di Aka si posa sul conte. Il sorriso dell'Inquisitore si frantuma nell'ossservare la tragica euforia nello sguardo di Morte del Costruttore, come un bimbo che maniacalmente attende alla vigilia il Natale tanto attesa. In mano stringe il frammento che fino a poco fà si trovava sua tasca.
Al frantumarsi del Divino Artefatto il vuoto s'impadronisce di Aka, come se tutto quello per cui aveva lottato fin’ora fosse andato distrutto con esso. Ma all'immediata reazione susseguono una serie di eventi: prova rabbia, disperazione. Le catene reagiscono al suo stato d'animo, fuoriescono da entrambe le braccia, dirette verso l'Akuma ancora sospeso in aria con le sue copie.
Le catene reagiscono ancora, questo significa che non è ancora tutto perduto.
Sul viso del conte il ghigno scompare quando le catene dell'esorcista tornano a muoversi. L'innocence distrutto non era il cuore.
Nel frattempo una candida luce rischiara la scena. Davanti agli occhi dei presenti il frammento rimasto al suolo si alza da terra. La sua forma trascende in quella di una leggera piuma che chiara fluttua nell'aria. Splendente la divina materia aleggia fino vorticare sulla testa dell'esorcista. Il tempo sembra fermarsi. Gli occhi di tutti i presenti seguono il lento volteggiare della piuma verso l'uomo che Aka tiene stretto fra le braccia. La divina materia trova alloggio fra le scapole del contadino ormai quasi privo di sensi. Improvvisamente la figura dell'uomo diviene luminosa tanto che la notte sembra giorno.
Il corpo spossato si alza nell'aria sopra le teste di tutti, candide, immense si spiegano due splendide ali luminose. Come gigantesco uccello paradisiaco l'uomo sospeso nell'aria le sbatte.
Nient'altro che Luce...
Bookman, scrittore della storia celata
₪₪“Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica
aeronautica, il CALABRONE non può
volare a causa della forma e del peso del
proprio corpo, in rapporto alla superficie
alare.
Ma il calabrone non lo sa e perciò
continua a volare.”
I. Sikorsky